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Acido ialuronico, l’invecchiamento della pelle ha un nuovo nemico

botulino_acido_ialuronicoI modi di dire non nascono per caso. Una delle prove più evidenti è l’adagio “Salvarsi la pelle” che è una metafora del concetto “Salvarsi la vita”. La pelle, infatti, rappresenta la barriera che divide il nostro corpo dall’ostile ambiente esterno che lo aggredisce con mille armi: aria, raggi solari, traumi, batteri e virus. La pelle, inoltre, è in grado di contenere una grande quantità di acqua, fondamentale per garantire la sopravvivenza del nostro organismo. Le recenti ricerche scientifiche in materia di pelle si stanno sempre più concentrando proprio sullo studio delle cellule che compongono gli strati della pelle stessa: epidermide, derma e tessuto sottocutaneo. Ma non solo. Sempre più studiosi sottolineano l’importanza del ruolo svolto dai materiali che si trovano fra le cellule e che formano la cosiddetta “matrice extracellulare” (Extracellular Matrix, ECM), responsabile delle proprietà d’idratazione della pelle. La componente predominante dell’ECM è l’ “acido ialuronico”, uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi dell’uomo e dei mammiferi in genere. Chimicamente, l’acido ialuronico è un glicosaminoglicano composto da una catena polisaccarida non ramificata prodotta dall’aggregazione di migliaia di unità disaccaridiche, formate a loro volta da residui di acido glucuronico e N-acetilglucosamina. Grazie alla sua capacità di legarsi a  moltissime molecole d’acqua, è in grado di raggiungere un elevato grado di idratazione. Proprio queste capacità fanno dell’acido ialuronico un campo di ricerca che promette di rivoluzionare l’approccio della medicina per combattere l’invecchiamento cutaneo.

Una storia che parte da lontano
Ufficialmente, l’acido ialuronico fu identificato nel 1938 da un certo Meyer, che coniò questo termine fondendo la parole greca “hyalos”, che vuol dire “vitreo”, con la parola “acido ironico”. L’età “moderna” degli studi sull’acido ialuronico inizia però solo quando viene identificato il suo ruolo critico nel regolare il comportamento delle cellule, con effetti profondi sul metabolismo cellulare, superando quindi l’idea di un mero ruolo passivo come componente strutturale dell’ECM. Oggi, le ricerche sono proseguite e, anche se non si è arrivati a conclusioni definitive e complete, l’importanza dell’acido ialuronico per la nostra pelle è molto più chiara, partendo dalle sue numerosi funzioni. All’interno del tessuto connettivo, infatti, l’acido ialuronico svolge il decisivo compito di mantenerne il grado di idratazione, turgidità, plasticità e viscosità, disponendosi nello spazio in una conformazione aggregata e incamerando così un notevole numero di molecole d’acqua. Affianco a ciò, l’acido ialuronico agisce anche come sostanza cementante, come molecola anti-urto e a effetto lubrificante, aiutando così le cellule a prevenire il danneggiamento del tessuto a causa di stress fisici.

Grazie all’estrema lunghezza della molecola e al suo alto grado di idratazione, i polimeri di acido ialuronico sono in grado di organizzarsi formando una struttura reticolare che svolge due importanti funzioni: creare un’impalcatura molecolare che mantiene la forma e il tono del tessuto, e fare da filtro per arginare l’entrata nel tessuto di sostanze esterne pericolose come batteri, virus, agenti infettanti.

Rivoluzione in arrivo nella cosmetica
Come abbiamo visto, molto più di ogni altra sostanza naturale o sintetica, l’acido ialuronico è in grado di svolgere una funzione decisiva nel mantenimento di acqua nella nostra pelle. Già nelle prime fasi della sua scoperta, l’importanza dell’utilizzo dell’acido ialuronico in ambito cosmetico fu chiara a tutti. Ma le difficoltà da superare erano numerose, prima fra tutte quella di preparare grandi quantità di acido ialuronico non contaminate da glicoproteine, lipidi e altri materiali tessutali. Ciò comportava una bassa convenienza economica nel suo utilizzo in preparati a uso commerciale, come ovviamente i cosmetici. I grandi passi avanti negli studi in biotecnologia e genetica hanno invece reso più facile e meno dispendioso produrre questo tipo di preparati. Oggi, quindi, sono sempre più numerosi i cosmetici che contengono acido ialuronico, con livelli di concentrazione che variano dall0 0,025% allo 0,050%. Ma il futuro, come si dice, è ancora da venire. Sul tavolo degli scienziati, infatti, ci sono lo sviluppo di tecniche ancora più semplici e la combinazione dell’acido ialuronico con altre sostanze cosmeticamente utili.

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