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Cos’è il cheratocono?

Occhio affetto da cheratocono

Occhio affetto da cheratocono

Cheratocono, malattia questa conosciuta
Il cheratocono è una malattia della cornea che colpisce mediamente una persona ogni 2mila. Generalmente diagnosticato nei giovani, già durante la pubertà o in tarda adolescenza, si tratta di una condizione non infiammatoria dell’occhio nella quale la cornea, normalmente rotonda e a cupola, si assottiglia e si deforma, sviluppando una protuberanza a forma di cono che innesca una significativa distorsione visuale. Il cheratocono è una degenerazione “ectasica”, ovvero un progressivo sfiancamento del tessuto che può arrivare a opacizzare la zona di cornea interessata e, nei casi più gravi, può ridurre così drasticamente lo spessore da provocarne la perforazione.
Ogni occhio può essere colpito in maniera differente. Il procedere del cheratocono è imprevedibile, generalmente lento e può arrestare il suo avanzamento a ogni stadio, sia normale sia avanzato.

Cosa succede nella cornea
L’organizzazione del tessuto corneale (stroma) è costituito da sottili lamelle trasparenti, che sono circa 200 solo nella porzione centrale. Ogni lamella è a sua volta costituita da un insieme di fibrille di collagene immerse in una matrice ricca di proteoglicani, glicoproteine, sali minerali e cheratociti.
Questi ultimi sono le cellule tipiche dello stroma corneale e hanno un aspetto appiattito con lunghi bracci che prendono contatto con le fibrille di collagene delle lamelle che stanno intorno, creando quindi una forte adesione. Se questa “colla” interfibrillare viene meno in certi punti, si registra una profonda disorganizzazione del tessuto con punti di minore resistenza. Questo fenomeno, in parte, è proprio ciò che avviene in una cornea affetta da cheratocono. La perdita di coesione tra le lamelle dovute a una matrice anomala non garantisce più la resistenza dell’architettura normale della cornea.

I sintomi: quando le lenti non aiutano più
Negli stadi iniziali, il cheratocono causa sfocature trascurabili e distorsione della visione, aumentando la sensibilità rispetto a riflessi e luci. Dal punto di vista pratico, il soggetto affetto da questa malattia si accorge di vedere progressivamente peggio a causa dell’insorgenza di disturbi della vista, che risultano sempre più difficili da correggere sia mediante ricorso agli occhiali, sia con l’utilizzo delle lenti a contatto. Nella fase iniziale del cheratocono, infatti, occhiali o lenti a contatto morbide possono essere usate per correggere miopia e astigmatismo. Con l’avanzare del disturbo, assottigliamento e cambio di forma della cornea invece, possono essere prescritte lenti a contatto a gas permeabile, adattate con attenzione e rivalutate mediante controlli generali frequenti. La distorsione ottica creata dal cheratocono può arrivare infatti non solo a rendere vana l’efficacia delle lenti nel correggere le distorsioni ottiche, ma a causare anche l’intolleranza alla lente stessa.

Le terapie: dal trapianto di cornea al Cross linking
Nei casi gravi, quelli interessati da ferite, forte assottigliamento o intolleranza alle lenti a contatto, può rendersi necessario un trapianto corneale. Si tratta di una procedura chirurgica che sostituisce la cornea afflitta da cheratocono con il tessuto di un donatore sano. Recentemente, però, è stata introdotta nella pratica clinica una nuova tecnica, che è in grado di bloccare lo sfiancamento progressivo della cornea nei primi stadi della malattia, evitando quindi anche il trapianto corneale: il Cross linking.

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