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Dimagrire con lo sport

correreDimagrire con lo sport, perdere peso è una fatica
Dimagrire è una formula matematica: non si perde peso finché le calorie che si bruciano non sono superiori a quelle che si assumono. I fattori sono importanti: si deve parlare di “calorie” e non di grassi, come invece molte persone, e persino diversi allenatori, fanno. Il motivo deriva direttamente dai meccanismi che regolano il nostro corpo. Quando si svolgono le normali mansioni di tutti i giorni, il fisico utilizza soprattutto i grassi come fonte energetica, conservando invece i carboidrati per le attività che richiedono uno sforzo maggiore. Più l’intensità dello sforzo aumenta, più diminuisce la quantità di grassi bruciata e aumenta quella di carboidrati. Il limite di riferimento è la cosiddetta “soglia anaerobica” che dipende dal livello di allenamento del singolo individuo. Ovvero, più una persona è allenata più la soglia anaerobica si alza. Tradotto in numeri, ciò significa che per attività quotidiane il consumo dei grassi del corpo è pari al 90%, percentuale che scende al 50% quando lo sforzo aumenta ma si rimane comunque sotto la soglia aerobica, al 20% quando si raggiunge la soglia anaerobica e al 5% quando si supera la soglia anaerobica. Tutto ciò vuol dire che per perdere peso non bisogna eseguire allenamenti cosiddetti “a bassa intensità”, che fanno bruciare soprattutto i grassi, ma prediligere quelli al di sopra della soglia aerobica che permettono di bruciare più carboidrati.

Carboidrato è meglio che grasso
In linea di massima si può affermare che per dimagrire non è importante da dove le calorie bruciate provengano. L’importante è, come detto, bruciarne più di quante se ne assumono. Il concetto da tenere sempre ben presente è che il corpo è un organismo assolutamente intelligente, ed è in grado, in caso di necessità, di trasformare i carboidrati in grassi. Basta ragionare un attimo: se si consumano, con un allenamento a bassa intensità, una quantità X di kcal di grassi, ma poi la stessa quantità viene assunta ingerendo cibo sottoforma di carboidrati, l’organismo li trasforma in grassi, e ci si ritrova al punto di partenza. Se invece, con allenamenti ad alta intensità, si consuma una quantità Y di kcal di carboidrati e se ne reintegrano di meno tramite l’alimentazione, il corpo si accorge che le scorte di questi ultimi stanno diminuendo e inizierà a risparmiarli. Un risparmio che si traduce in concreto, ovviamente, in una maggior quantità di grassi bruciati.

Sedentari contro allenati
Dicevamo dunque che l’elemento chiave per chi vuole perdere peso è il suo grado di allenamento. Il sedentario ha infatti una soglia aerobica molto più bassa di una persona allenata, e quindi il suo metabolismo brucia meno calorie a parità di sforzo: una semplice camminata veloce è per il sedentario già uno sforzo intenso e quindi il suo corpo inizia a consumare più carboidrati che grassi. Giusto per dare l’idea, una persona allenata è in grado di consumare, a parità di attività fisica eseguita, una quantità di kcal quattro volte superiore rispetto a un sedentario. Essere allenati, dunque, è un vantaggio non indifferente, perché consente anche di concedersi qualche trasgressione alimentare, rendendo così la dieta più “sostenibile”. Solo per fare un esempio, ipotizzando tre allenamenti di corsa a settimana, una persona allenata riesce a bruciare circa 900 kcal in più, equivalenti allo sgarro di una pizza e una birra. Può sembrare poco, ma tutti quelli che sono entrati nell’idea di perdere peso sanno bene che non è così.

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