Gotta, la ex “artrite dei ricchi”
Gotta, la ex “artrite dei ricchi”
I vecchi adagi non muoiono mai. Vero. Anche se quando si tratta di medicina, qualche convinzione deve per forza arrendersi all’evidenza dei fatti scientifici. E’ il caso per esempio della “gotta”, malattia causata da un aumento di produzione di acido urico e caratterizzata da attacchi di artrite acuta provocati dal deposito di cristalli di urato dentro e intorno alle articolazioni e ai tendini. Nell’antichità, Ippocrate la definì l’ “artrite dei ricchi” perché aveva messo in relazione la malattia con la dieta di chi aveva la possibilità di mangiare la carne tutti i giorni. Il dato di fatto attuale, o perlomeno la mancanza di prove scientifiche a riguardo, hanno messo in serio dubbio la stretta relazione tra gotta e cattive abitudini alimentari, in particolare l’assunzione eccessiva di alcuni tipi di carni e pesci. A oggi si tende a pensare che i cibi “cattivi” siano solo la tipica goccia che fa traboccare il vaso, in quanto sono piuttosto le cattive abitudini alimentari a esaltare la loro influenza negativa. Una dieta scorretta, infatti, può senza dubbio aumentare il rischio di contrarre la gotta, in quanto per esempio l’obesità innalza i livelli di acido urico e favorisce l’insorgere di ipertensione, diabete, problemi articolari, malattie respiratorie. Se proprio si deve sconsigliare qualche cibo, si possono sottolineare frattaglie come fegato, rognone, cuore, e alcuni pesci come aringa, sgombro, acciuga e trota.
Nei Paesi industrializzati, la gotta colpisce circa una persona su trenta, mediamente di età compresa fra i 30 e i 50 anni. Gli uomini sono colpiti quattro volte più delle donne.
L’inferno di cristalli
Se c’è una cosa che si può dire con sicurezza relativamente alla gotta, è che i dolori che provoca sono davvero infernali. Si tratta in effetti della forma reumatica e artritica più dolorosa che esista. Tecnicamente, l’attacco di gotta è causato da una reazione infiammatoria ai depositi cristallini di urato in articolazioni e tendini. L’attacco sopraggiunge di solito senza avvisaglie, prevalentemente nelle ore notturne, e colpisce più di frequente l’articolazione dell’alluce, ma anche arco plantare, caviglia, ginocchio, polso e gomito. L’attacco in sé può essere provocato da microtraumi come per esempio scarpe troppo strette, da un consumo eccessivo di cibo o alcol, da un intervento chirurgico, dallo stress o da alcuni medicinali. Durante l’attacco, il dolore si fa via via sempre più intenso, mentre la cute si presenta tesa, calda e arrossata. Non sono rari i casi in cui compaiano anche febbre, tachicardia e brividi.
Normalmente, a seguito dei primi attacchi la guarigione successiva è completa e la funzione articolare torna alla normalità. Se però gli attacchi si fanno ripetuti e sono seguiti dalla formazione di tofi dentro e attorno alle articolazioni, i danni possono diventare permanenti, causando anche una limitazione dei movimenti.
Oggi esistono dei farmaci molto efficaci per curare la gotta che agiscono su due fronti: da una parte provocano sollievo al dolore durante l’attacco, dall’altra prevengono l’insorgenza di episodi ricorrenti della malattia. Come detto, poi, un’azione di prevenzione importante è svolta da una dieta alimentare equilibrata, oltre che dall’assunzione di abbondanti liquidi, dai due ai tre litri al giorno.
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