Induzione percutanea di collagene, il ringiovanimento che salva la pelle
Induzione percutanea di collagene, il ringiovanimento che salva la pelle
Ha senso impegnarsi a ringiovanire il proprio aspetto se poi non siamo in grado di salvarci la pelle? La risposta non può essere che no. Anche uscendo dal gioco di parole, la situazione non cambia. Molte tecniche utilizzate per rendere più giovane la nostra pelle, come per esempio il “laser resurfacing” e il “peeling”, si basano sul principio di danneggiare la pelle per provocare fibrosi. La pelle distrutta, infatti, è sostituita da nuova epidermide, che però è più sottile di quella originale e quindi più sensibile alla luce del sole e, in generale, più delicata. I medici concordano nel ritenere che è sempre meglio evitare di danneggiare l’epidermide a meno che il rischio di lasciarla intatta è superiore a quella di toglierla. Proprio per questo, le ultime tecniche in materia, come per esempio la “radiofrequenza” o il “laser frazionato”, hanno l’obiettivo di preservare completamente l’epidermide. Fra queste, una in particolare si sta imponendo perché è in grado di preservare l’epidermide riuscendo allo stesso tempo a stimolare la produzione di collagene. Stiamo parlando della “induzione percutanea di collagene”, detta anche “PCI”, dall’inglese Percutaneous Collagen Induction”.
La forza ringiovanente di mille aghi
Tecnicamente, l’induzione percutanea di collagene si basa sulla creazione di mille microlesioni causate da sottilissimi aghi che penetrano nell’epidermide raggiungendo il derma papillare. Queste piccole lesioni del derma papillare provocano il processo di cura delle normali ferite della nostra pelle, che si conclude con la sintesi di collagene tipo III e I, che a sua volta rassoda la pelle rilassata e leviga cicatrici e rughe. Lo strumento utilizzato per questo trattamento è composto da una serie di piccoli aghi ugualmente distanziati l’uno dall’altro che, muovendosi avanti e indietro, penetrano a turno nella pelle su una determinata area. Gli aghi entrano nel derma per circa 2 millimetri di profondità, senza distruggerla.
Dopo il trattamento, la pelle appare leggermente illividita, e può mostrare tracce di sanguinamento, seppur minimale. La guarigione può essere accelerata utilizzando una crema topica composta da vitamina A e C, oppure oli che favoriscono una maggior produzione di collagene. Nel giro di quattro o cinque giorni, la pelle ritorna quasi completamente al suo colorito naturale. I vantaggi di questa tecnica, oltre alla capacità di non danneggiare la pelle, comprendono la possibilità di trattare qualsiasi parte del corpo, un breve periodo di recupero, pelle trattata non sensibile alla luce solare, e un costo molto inferiore rispetto al laser.
Due pelli, due misure
Esistono due tipi di aghi che possono essere usati per il trattamento dell’induzione percutanea di collagene: quelli da un millimetro e quelli da tre millimetri. A seconda della grandezza, gli effetti e le tipologie di risultati sono differenti. Gli aghi da un millimetro sono molto efficaci per ringiovanire la pelle nella sua prime fase di invecchiamento cutaneo, soprattutto nella zona delle braccia, dei fianchi e delle natiche. Inoltre, sono molto indicati per trattare piccole rughe e cicatrici lievi da acne, per rassodare la pelle dopo un intervento di liposuzione, e per rendere meno evidenti le cicatrici. Gli aghi da tre millimetri, invece, sono indicati per trattamenti più importanti come profonde cicatrici da acne, cicatrici da bruciature e rughe evidenti.
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