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Obesità, per la salute “grasso non è bello

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Obesità, per la salute “grasso non è bello”
L’obesità è uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. I dati della NHANES (National Health and Nutrition Examination Survey) non lasciano spazio a dubbi: parlando solo degli Stati Uniti, il 30% degli adulti oltre i 20 anni sono di fatto obesi. Nei paesi sudamericani il problema dell’obesità sta crescendo rapidamente e rappresenta ormai una questione di salute pubblica, e lo stesso sta avvenendo nei Paesi dell’Unione europea. Tecnicamente, si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo è eccessiva e può essere causa o fattore aggravante di malattie come disfunzioni cardiocircolatorie, diabete, problemi alle articolazioni, ictus e sindrome da apnea notturna. Diversamente da quanto si pensi solitamente, l’obesità non è un problema che riguarda esclusivamente i Paesi cosiddetti ricchi. La spiegazione è semplice: le persone meno facoltose tendono a mangiare più carne, grassi e carboidrati rispetto a frutta e verdura, e sono molto meno attente alla cura della propria immagine e del benessere fisico.
L’obesità è causata da diversi fattori e questo rende più difficile una sua corretta gestione. Di norma si tratta di un disturbo cronico che senza dubbio presenta una base genetica ma che è influenzato anche da fattori ambientali, culturali, e comportamentali. Obesi non si diventa certo semplicemente a causa di un’eccessiva assunzione di cibo. La realtà è molto più complessa. Tanto più complessa che l’obesità può realmente stravolgere la vita di una persona a causa dei riflessi psicologici sull’individuo e sulle sue relazioni sociali. Soprattutto nel caso dei bambini, essere obesi significa spesso un rapporto difficile con il proprio corpo e con i coetanei, che può sfociare in un forzato isolamento e conseguente sviluppo di abitudini sedentarie.

Tutte le forme dell’obesità
Il binario su cui si sviluppa la differenza tra le due principali forme di obesità è quello della distinzione tra uomini e donne. Il tipo di obesità più pericolosa è quella “maschile”, conosciuta come “obesità addominale” o “androide”, caratterizzata da un maggior accumulo di grasso nella zona dell’addome. In modo più colloquiale, viene anche chiamata “tipo mela” per associazione con la forma del frutto. Più frequente ovviamente fra gli uomini, questo tipo di obesità può favorire l’insorgenza di malattie degenerative tipo infarto, diabete mellito, sindrome metabolica, ipercolesterolemia, apnea notturna, insufficienza respiratoria. L’altra forma di obesità è detta “obesità ginoide” e prevede l’accumulo di grasso soprattutto nelle gambe, fianchi e glutei. Tipica delle donne, raramente si associa ai rischi che corrono i soggetti che soffrono di obesità addominale.

Cause e conseguenze
Numerose sono le cause dell’obesità. Com’è prevedibile, un ruolo decisivo è svolto dall’alimentazione: il consumo di fritti, grassi saturi, alcol, carboidrati e zuccheri, associato a una bassa assunzione di frutta e verdura provoca un aumento della massa grassa corporea. Altra causa è la conduzione di una vita sedentaria priva di sport o quantomeno un minimo di tre ore di camminate alla settimana. Svolgere attività fisica, infatti, permette di guadagnare massa muscolare lasciando meno spazio al grasso accumulato. Ma anche età, sesso e condizione fisiologica hanno la loro parte: più si invecchia, più il metabolismo e il ricambio ormonale rallentano. Inoltre, le donne hanno più probabilità di aumentare di peso a causa della loro struttura corporea.
Per quanto riguarda le conseguenze, l’obesità come detto può causare disturbi e malattie serie. Fra questi spiccano le malattie del cuore, ipertensione, diabete, problemi articolari, malattie respiratorie, fegato grasso, ipercolesterolemia. Ma anche problemi psicologici quali bassa autostima, problemi di inserimento lavorativo e sociale, problemi nel rapporto di coppia, depressione.
Il primo passo per affrontare il problema dell’obesità è ammettere di avere un problema. Dopodiché è necessario chiedere aiuto a professionisti in grado di valutare la situazione in modo corretto. Tra questi certamente non possono mancare le figure di un’obesiologo, un nutrizionista, uno psicologo e uno psichiatra.

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