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Psoriasi, gli effetti dello stress si sentono a pelle

psoriasiPsoriasi, gli effetti dello stress si sentono a pelle
Membri onorari del Grande Club degli Stressati fermatevi un attimo a riflettere. Oltre che a rendere la vita meno luminosa, lo stress è in grado di agire direttamente anche sul nostro corpo, non solo a livello di sistema nervoso, ma anche a livello cutaneo. Eh già: uno stile di vita ricco di tensioni e preoccupazioni è una delle cause più conclamate di “psoriasi”, una delle più comuni forme di dermatite cronica del mondo. I numeri parlano chiaro: la psoriasi colpisce milioni di persone in tutto il globo, per la precisione circa il 2-3% della popolazione complessiva, di cui l’80% vittime della sua forma più lieve. Non ci sono grandi differenze fra i due sessi, anche se pare che la malattia colpisca le donne a un’età inferiore rispetto agli uomini. In generale, la psoriasi fa la sua prima comparsa tra i 20 e i 30 anni di età, mentre il 15% dei casi coinvolge i bambini sotto i 10 anni. Si tratta in sostanza di una malattia infiammatoria della pelle, non infettiva e spesso di carattere cronico e recidivo, che si manifesta attraverso macchie e lesioni cutanee con un colore che varia da rosa a rosso, con un netto margine di demarcazione, accompagnate da squame di colore bianco-argentino e a volte da lesioni pustolose.

Il problema della cute che si morde la coda
Come accade spesso nei casi di malattie cutanee, lo stretto legame tra disturbo e stress crea la tipica situazione del cane che si morde la coda: lo stress è fra i fattori scatenanti la malattia, la comparsa della malattia provoca stress, lo stress fa peggiorare la malattia. Il tutto aggravato dal fatto che a oggi non sono chiare le cause ufficiali della psoriasi. Tendenzialmente si parla di ereditarietà, nel senso che la malattia sembra essere scritta nel codice genetico delle persone. Più semplice è individuare i fattori scatenanti: oltre allo stress, come detto, si possono annoverare traumi locali, irritazioni, scottature solari o da raggi UV, infezioni, farmaci topici e sistemici, consumo di bevande alcoliche, alimentazioni non corrette e poco sane. Di conseguenza, anche individuare una terapia adeguata non è un’impresa facile. L’unica certezza è che la terapia della psoriasi debba essere personalizzata e seguita da uno specialista. Può comprendere farmaci, fra i quali gli innovativi farmaci biologici che comprendono anticorpi monoclinali, citochine, proteine di fusione e fattori di crescita tissutali, oppure preparazioni topiche emollienti come la vaselina, i cortisonici e gli agenti riduttori.

Dalla psoriasi a placche a quella eritrodermica, il fattore comune è il prurito
Esistono diverse forme di psoriasi, da quella più lieve alla più grave, che si distinguono essenzialmente per i sintomi e gli effetti sulla pelle. La forma più comune è la “psoriasi a placche”, che comprende circa l’80% dei casi. Si tratta di una forma che interessa solo il 2% della superficie corporea e che, come dice il nome, si presenta con chiazze e placche sollevate di cute arrossata di diametro superiore a un centimetro, ricoperte da squame bianco-argentee. Questa forma di psoriasi interessa normalmente il cuoio capelluto, la superficie estensoria della gamba e dell’avambraccio, la parte sotto il ginocchio e sotto il gomito, la regione sacrale. Responsabile del 18% dei casi, fra i quali molti bambini e giovani adulti, è invece la “psoriasi guttata” che ha una gravità media, anche se ne esistono forme più severe. Si manifesta sottoforma di piccole lesioni a forma di goccia di diametro non superiore a un centimetro, presenti soprattutto su tronco, arti e volto. Molto rara, pari a circa il 2% dei casi, è poi la “psoriasi pustolosa” che si presenta con pustole sterili. Tipica delle persone soprappeso è invece la “psoriasi invertita”, caratterizzata da zone di cute levigata ed essudante, rosse ed eritematose ma senza squame. Tali zone riguardano tipicamente la ascelle, la regione inguinale, il solco mammario e le altre pieghe cutanee, dove cioè si evidenziano maggiormente gli effetti di una sudorazione eccessiva. Infine, la forma più grave è la “psoriasi eritrodermica”, che si manifesta con arrossamenti vivi e diffusi della cute con relativo prurito, dolore e gonfiore che interessano gran parte della superficie corporea. Questa forma di psoriasi colpisce più di frequente gli uomini rispetto alle donne, con età media di insorgenza intorno ai 50 anni.

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