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Ptosi palpebrale

ptosiPtosi palpebrale, non solo per stanchezza “cala la palpebra”
Il riferimento allo spot “messicano” di qualche anno fa in cui durante la siesta “calava la palpebra” non ha nessun fine ironico, perché con la “ptosi palpebrale” non si scherza. Si tratta infatti di un abbassamento della palpebra che, pur essendo facilmente risolvibile con un piccolo intervento chirurgico, può portare se non curato a problemi soprattutto nei bambini. Non solo. Anche se in rari casi, negli adulti la ptosi palpebrale può anche essere un sintomo di malattie più gravi. L’abbassamento deriva da un’anomalia di posizione della palpebra superiore che, diventando più bassa del normale, può arrivare a ostruire la pupilla limitando il campo visivo, ed è conseguenza di disturbi al muscolo elevatore palpebrale che si attacca alla palpebra stessa ed è responsabile della sua mobilità.

Frequente negli adulti, ma attenzione ai bambini
La ptosi palpebrale colpisce sia gli adulti sia i bambini. Nel caso di questi ultimi, è importante intervenire per tempo per evitare la cosiddetta “ambliopia”, meglio conosciuto come “occhio pigro”, provocato da un improprio sviluppo della funzione visiva a causa dell’occlusione dell’asse visivo. Se non corretta precocemente, infatti, l’ambliopia porta solitamente a una riduzione permanente della visione.
Più in generale, la ptosi può essere congenita, cioè presente alla nascita, o verificarsi successivamente in età adulta come conseguenza di un problema neurologico, un trauma, interventi oculari tipo cataratta, tumori oculari o per via del normale invecchiamento dei tessuti. Queste cause provocano diversi problemi al muscolo palpebrale: innervazione difettosa, distrofia localizzata o, più frequentemente, un distacco del tendine del muscolo elevatore della palpebra superiore.
Come detto, solo in casi estremamente rari, la ptosi palpebrale può essere un segno di problemi più gravi che vanno da una disfunzione neurologica come la miastenia gravis, tumori o aneurismi endocranici.

In 45 minuti una palpebra come nuova
Grazie alla tecnologia moderna applicata alla chirurgia estetica, risolvere il problema della ptosi palpebrale è relativamente semplice. Bastano infatti 45 minuti per restituire alla palpebra una posizione corretta, con un’operazione chirurgica eseguita in sala operatoria senza bisogno di ricovero e in anestesia locale (nel caso di pazienti adulti). E’ comunque necessaria una visita pre operatoria in cui il chirurgo raccoglie tutte le informazioni sullo stato di salute generale e oculare del paziente, compresi gli esami del sangue di routine. I rischi di questo tipo di intervento sono molto limitati: solo in rari casi si registrano infezioni, sanguinamenti e calo visivo dopo l’intervento. In ogni caso, è necessaria una terapia post operatoria caratterizzata da pomate e colliri.

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