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Rinoplastica, gli inestetismi vanno presi per il naso

rinoplasticaRinoplastica, gli inestetismi vanno presi per il naso
Nella vita ci vuole autoironia. Per vivere più sereni, per affrontare con il sorriso anche gli avvenimenti negativi. Perché a volte gli inestetismi estetici, soprattutto quelli del viso, e ancor di più quelli del naso, possono davvero erodere l’autostima personale, creando problemi psicologici non indifferenti. Gibbosità, punta del naso carnosa, larga o cadente, sorriso gengivale, narici larghe, columella deviata, procidente o retratta, labbro superiore corto, sono difetti che inevitabilmente alterano l’armonia estetica del volto, soprattutto perché, essendo proprio nel bel mezzo del viso, risultano particolarmente visibili e prepotenti. Oggi, oltre all’autoironia, è possibile affidarsi alla chirurgia estetica per ritrovare un volto armonico grazie a un naso di nuovo “perfetto”. Con la “rinoplastica” è possibile correggere la struttura osseo-cartilaginea del naso, della punta, del dorso e della columella, ottenendo un risultato naturale che si fonda armoniosamente con le caratteristiche del volto.

Porta aperta a un intervento di successo
Esistono tre tipologie di rinoplastica, a seconda della modalità di incisione. La tecnica più effettuata è la “rinoplastica aperta”, che prevede un’incisione della cute della columella alla base del naso, con conseguente esposizione delle cartilagini della punta e del dorso nasali. Questa tecnica consente al chirurgo di visualizzare correttamente le cartilagini e quindi di effettuare il rimodellamento con grande precisione, oltre che provare diverse modifiche per ottenere il risultato desiderato. E’ particolarmente consigliata per l’intervento di rino-settoplastica, quando cioè si interviene per correggere contemporaneamente la deviazione del setto nasale per problemi funzionali. Ma anche per lievi modifiche alla punta del naso e per cancellare singoli difetti senza alterare l’aspetto complessivo della piramide nasale e del viso.

Le alternative nascoste e meno invasive
Con la seconda tecnica, la cosiddetta “rinoplastica chiusa”, si effettuano invece le incisioni solo all’interno del naso, attraverso le quali si modifica la componente ossea e cartilaginea dello scheletro nasale, effettuando a volte delle piccole fratture alla base delle ossa per rendere il naso più stretto, il dorso leggermente abbassato e il setto accorciato. Nel caso in cui invece alcune parti debbano essere aumentate di dimensioni, si utilizza cartilagine prelevata dal setto nasale stesso.
La terza tecnica è la “rinoplastica minimamente invasiva”, con la quale s’intende il rimodellamento delle cartilagini del naso non attraverso l’incisione e l’asportazione di porzioni di esse ma tramite punti di sutura. In pratica, diversamente dai due casi precedenti, non si asporta la cartilagine ma si corregge la punta del naso, appunto, con fili di sutura. E’ una tecnica particolarmente utile per le correzioni della forma del punta nasale. Tra i vantaggi principali di questo tipo di intervento è la possibilità di mantenere integra la struttura delle cartilagini della punta, di fare correzioni graduabili e reversibili, di evitare innesti di cartilagine e una maggiore facilità di intervenire nuovamente se necessario.

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