Tecnica Cross-linking
Tecnica Cross-linking, il cheratocono si cura con i raggi UVA
Giovane, sia uomo sia donna, con età compresa tra i 20 e i 30 anni. E’ l’identikit delle persone che soffrono di cheratocono, la malattia della cornea che colpisce ogni anno 50 persone su 100mila nella maggior parte dei casi a entrambi gli occhi. Non sempre è facile da individuare immediatamente, perché il primo sintomo è un peggioramento della qualità della vista che può facilmente essere scambiato per un aumento della miopia. Si tratta di una malattia di origine genetica, probabilmente legata a disfunzioni delle ghiandole endocrine come la tiroide, che provoca un assottigliamento della parte centrale della cornea e il suo progressivo incurvarsi verso l’esterno. La trasformazione dell’originale forma sferica in conica causa una curvatura irregolare della cornea e quindi un cambiamento del suo potere refrattivo, con conseguente distorsioni delle immagini e una visione confusa sia da vicino sia da lontano. Mentre fino a poco tempo fa l’unica soluzione era il trapianto di cornea, l’evoluzione scientifica offre oggi un’alternativa efficace, in grado di bloccare l’evoluzione della malattia: la tecnica Cross-linking.
Vitamina B e raggi UVA per rafforzare la cornea
Come suggerisce il nome inglese, la tecnica Cross-linking ha la capacità di rafforzare e aumentare i cosiddetti “collegamenti incrociati” tra collagene che tengono insieme le molecole della cornea. In pratica, aumentando lo spessore delle fibre di collageno la tecnica Corss-linking aumenta la resistenza della cornea all’attacco della pepsina, un enzima in grado di distruggerla. L’obiettivo viene raggiunto grazie a un’azione coordinata tra Vitamina e raggi UVA.
Ma vediamo come funzione il trattamento. Una volta rimosso con una spatola l’epitelio, ovvero la parte più esterna della cornea, viene applicato su di essa un gel composto dalla Vitamina B2 Riboflavina, e una soluzione con destrano, uno zucchero, al 20%. Successivamente, il tessuto corneale impregnato del gel viene sottoposta all’esposizione di raggi UVA, emessi dall’apparecchio Vega in 6 fasi da 5 minuti l’una. Alla fine del trattamento, che non dura più di 45 minuti e non provoca assolutamente alcun dolore, gli occhi sono medicati con collirio e protetti per circa quattro giorni con una lente a contatto terapeutica.
Visita guidata alla sicurezza
Mai come in questo caso la visita dallo specialista è fondamentale affinché il trattamento sia efficace. Non tutti i pazienti infatti possono essere trattati con il Cross-linking. In particolare, il trattamento risulta efficace per i cheratoconi al I e II stadio con trasparenza corneale conservata, degenerazione marginale pellucida, ectasie post trattamenti di chirurgia refrattiva. Inoltre, lo spessore corneale non deve essere più sottile di 400 micron e la malattia deve essere ancora in stato di progressione. Tutti questi aspetti devono essere accertati dallo specialista in fase preliminare.
In molti casi, la capacità della tecnica Cross-linking di bloccare il cheratocono si associa a una riduzione dell’astigmatismo nell’ordine di circa due diottrie e a un miglioramento della tolleranza all’uso di lenti a contatto.
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