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	<title>Lux Beauty World - Luxgallery</title>
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		<title>Cataratta, quando la finestra dell’occhio si appanna</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 11:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astigmatismo]]></category>
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		<description><![CDATA[La facoemulsificazione toglie la cataratta, cioè l’ossidazione delle proteine del cristallino che appanna la visione, soprattutto delle persone sopra i 60 anni. Una piccola sonda a ultrasuoni frammenta e rimuove il cristallino con piccola incisione di 3 millimetri, per poi inserire un cristallino sintetico. L'operazione è indolore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-thumbnail wp-image-178" style="border: 1px solid black;" title="cataratta1" src="http://www.luxbeautyworld.it/wp-content/uploads/cataratta1-150x150.jpg" alt="cataratta1" width="150" height="150" />Cataratta, quando la finestra dell’occhio si appanna<br />
</strong>Immaginiamo i nostri occhi come finestre. Il cristallino è ovviamente il vetro, attraverso il quale è possibile vedere chiaramente quello che c’è fuori. <span id="more-39"></span>In questa visione, il tempo che passa, traumi, malattie come il diabete, l’uso prolungato di certi farmaci o fattori ereditari si trasformano nel soffio d’alito che, nelle giornate di pioggia, appanna la finestra. Fuor di metafora, il fenomeno di progressiva opacizzazione del cristallino dell’occhio è comunemente conosciuto come “Cataratta”, termine che fa riferimento l’ossidazione delle proteine che lo costituiscono. L’opacizzazione può interessare il nucleo centrale della lente del cristallino, le porzioni corticali o entrambi. In ogni caso, il risultato è quello di impedire il passaggio della luce necessaria a una visione nitida. Seppure ormai risolvibile agevolmente con un intervento chirurgico, la cataratta totale rende praticamente ciechi, ed è quindi necessario intervenire quando le menomazione pratica arrecata al quotidiano stile di vita di una persona non sia più sostenibile.</p>
<p><strong>Occhio ai sintomi</strong><br />
Paradossalmente, capita spesso che il paziente presbite affetto da cataratta noti un miglioramento nella visione da vicino al punto da riuscire ad abbandonare l’uso degli occhiali. Ma, come è noto, non è tutto oro qual che luccica, perché questo fenomeno è associato alla comparsa di una forma di miopia, a causa dell’aumento dell’indice di refrazione del nucleo dell’occhio. In generale, i sintomi più classici che annunciano la cataratta sono immagini improvvisamente sfuocate e avvolte nella nebbia, a volte sdoppiate o con colori sbiaditi, aloni attorno alle luci, sensazione di abbagliamento causato dalla luce forte o dai fari delle auto di notte. Benché di solito sia una patologia tipica dell’invecchiamento, la cataratta può colpire anche persone di età più giovane, soprattutto se legata a fattori secondari come il già citato diabete, flogosi, cause iatrogene e congenite. Non a caso, ben il 96% delle persone sopra i 60 anni presentano tracce di cataratta, che nel mondo affligge milioni di individui.</p>
<p><strong>E dopo gli ultrasuoni, il cristallino risorge come la Fenice</strong><br />
A oggi, l’intervento chirurgico che va per la maggiore è la cosiddetta “facoemulsificazione” che prevede la frammentazione e la rimozione del cristallino opacizzato e l’inserimento di un cristallino sintetico. La frammentazione è eseguita attraverso una piccola sonda a ultrasuoni, mentre per la rimozione è sufficiente effettuare una piccola incisione di 3 millimetri. Il cristallino nuovo è inserito nella capsula che conteneva quello vecchio, ancorata ai suoi legamenti naturali all’interno dell’occhio. Completamente indolore, l’operazione è eseguita ambulatorialmente e dura circa venti minuti. La visione si riacquista rapidamente fin dalla prima giornata, raggiungendo la stabilità verso l’ottavo giorno. Per circa due settimane, sarà poi necessario istillare nell’occhio operato gocce di collirio, utilizzando anche occhiali scuri a scopo protettivo.</p>
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		<title>DHEA: rallentare l’invecchiamento con gli ormoni</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 10:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosmetologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Una terapia ormonale correttamente prescritta può ritardare l’invecchiamento dell’organismo. Soprattutto grazie a una tipologia di ormone, il “DHEA”, ovvero il “diedro-epiandrosterone”. Quando il DHEA è convertito in estradiolo, è in grado di facilitare la diminuzione del colesterolo e di conseguenza ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diminuire del 40% i livelli di insulina e al tempo stesso aumentare il suo livello di resistenza, accrescere il tasso di massa non grassa del corpo, presentarsi inversamente correlato con l’obesità, aiutare la prevenzione del cancro al seno, produrre effetti benefici sulla memoria e sull’umore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-177" style="border: 1px solid black;" title="200440023-001" src="http://www.luxbeautyworld.it/wp-content/uploads/viso-150x150.jpg" alt="200440023-001" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Rallentare l’invecchiamento con gli ormoni, le prospettive del DHEA</strong><br />
Rimanere giovani è una questione di ormoni. Parola degli studiosi che, in recenti ricerche, stanno sempre più guardando con fiducia ai trattamenti anti aging che hanno come protagonisti gli ormoni. Chiariamo subito: l’elisir di lunga vita non esiste e, molto probabilmente, non esisterà mai. <span id="more-48"></span>Si sa bene infatti che l’invecchiamento è un processo multi sistemico e multi fattoriale, che coinvolge cioè tutto l’organismo. Fra i fattori in gioco, però, ci sono proprio gli ormoni. Da qui la conclusione che una terapia ormonale correttamente prescritta può ritardare l’invecchiamento dell’organismo e garantire una migliore qualità di vita. Soprattutto grazie a una tipologia di ormone su cui si stanno concentrando negli ultimi anni le ricerche degli scienziati: il “DHEA”, ovvero il “diedro-epiandrosterone”.</p>
<p><strong>La carenza ormonale e i suoi effetti col passare del Tempo</strong><br />
La molecola di diedro-epiandrosterone è prodotta dalle ghiandole surrenali come ormone steroide sessuale. La sua produzione nel nostro organismo ha un picco tra i 21 e i 25 anni, inizia a decrescere rapidamente dopo i 30 anni, fino a dimezzarsi dopo i 60 anni. In generale le carenze ormonali sono un effetto tipico dell’invecchiamento, molto visibile soprattutto nelle donne che vedono nella menopausa un vero e proprio punto di svolta. Oltre a segnare la fine dell’età fertile, infatti, accelera i processi di invecchiamento con ripercussioni significative per la salute nel suo complesso. Durante la menopausa, oltre all’esaurimento degli ovociti si interrompe anche la produzione di estrogeni e diminuisce quella di testosterone, ormoni che nel loro insieme rappresentano una vera e propria linfa vitale per tutto l’organismo. Gli effetti non riguardano solo la sfera sessuale: oltre ai tre sistemi celebrali da cui dipendono l’umore, la vivacità e l’intelligenza, sono coinvolti anche l’apparato urogenitale con conseguenze sulla vescica, il sistema cardiocircolatorio con aumento della possibilità di infarti, e l’apparato osteoarticolare con una minor fluidità dei movimenti.</p>
<p><strong>Gli effetti “divini” del DHEA<br />
</strong>Benché gli studi sul DHEA siano ancora in fase di sviluppo, dall’osservazione delle applicazioni gli specialisti hanno evidenziato effetti benefici dell’ormone su alcuni processi dell’organismo. In particolare, quando il DHEA è convertito in estradiolo, fra le varie cose è in grado di:</p>
<p>- facilitare la diminuzione del colesterolo e di conseguenza ridurre il rischio di malattie cardiovascolari<br />
- diminuire del 40% i livelli di insulina e al tempo stesso aumentare il suo livello di resistenza<br />
- accrescere il tasso di massa non grassa del corpo<br />
- presentarsi inversamente correlato con l’obesità<br />
- aiutare la prevenzione del cancro al seno<br />
- produrre effetti benefici sulla memoria e sull’umore.</p>
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		<title>La dermocosmetologia contro l’invecchiamento cutaneo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 10:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un buon cosmetico deve avere i “polipeptidi”, classe formata da amminoacidi, le molecole essenziali per la vita e la giovinezza. I polipeptidi stimolano la produzione di collagene, elastina, acido ialuronico e fibronectina, rigenerano le cellule epidermiche e la loro adesione.
Due sono i polipeptidi a oggi più innovativi per la battaglia contro l’invecchiamento: la chitina (dal granchio) e la luteina (in tutti i vegetali verdi come spinaci e cavoli, nelle carote e nella papaia).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La dermocosmetologia contro l’invecchiamento cutaneo, a pelle…funziona</strong><br />
“Panta rei” sosteneva Eraclito, “tutto scorre”.<span id="more-47"></span></p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-175" style="border: 1px solid black;" title="cosmetico" src="http://www.luxbeautyworld.it/wp-content/uploads/cosmetico-150x150.jpg" alt="cosmetico" width="150" height="150" /></p>
<p>Con questo aforisma il filosofo greco voleva intendere che non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato.</p>
<p>Una verità universale che si è mantenuta intatta nei secoli e che, oggi, si adatta alla perfezione a ogni ambito della nostra vita. Prendiamo la pelle, per esempio. Al tempo stesso barriera verso il mondo esterno e immagine di noi stessi agli altri, la pelle è un organismo vivente in continua evoluzione che, come ogni sostanza mortale, appunto, è sottoposta a invecchiamento. Arma decisiva per la nostra sopravvivenza, la pelle svolge questo ruolo in un punto molto sottile che sta tra lo stato granuloso, dove si formano i granuli della cheratina, e quello corneo, il punto dove la pelle si erge a barriera. Elemento chiave di questo muro sono i grassi che hanno il compito di frenare la fuoriuscita di acqua dal nostro organismo e stabilire quali sostanze possono entrare attraverso la pelle. I cosmetici hanno l’onere e l’onore di agire sulla funzione di barriera epidermica, intervenendo con efficacia su due aree chiave: l’idratazione e la protezione.</p>
<p><strong>Le nuove armi cosmetiche per incatenare il Tempo<br />
</strong>Garantire una buona difesa cutanea dunque è la parola d’ordine di ogni pelle ben protetta. Idratare l’epidermide senza avere una barriera che funziona infatti sarebbe come inondare di acqua un secchio bucato sul fondo. Una corretta alimentazione ha in questo senso una funzione importante, ma è indispensabile anche un trattamento cosmetologico in grado di reidratare quei lipidi intercellulari che controllano il passaggio dell’acqua fuori del nostro corpo. Fra le varie sostanze che un buon cosmetico deve avere figurano i “polipeptidi”, classe formata da amminoacidi, le molecole essenziali per la vita e la giovinezza. I polipeptidi sono piccole unità in grado di stimolare i processi cutanei contro l’invecchiamento: agiscono contro le rughe e i segni di espressione del volto, stimolano la produzione di collagene, elastina, acido ialuronico e fibronectina, rigenerano le cellule epidermiche e la loro adesione. Il risultato è un aumento immeditato dell’idratazione, una pelle più levigata e compatta per lungo tempo. Due sono i polipeptidi a oggi più innovativi per la battaglia contro l’invecchiamento: la chitina e la luteina.</p>
<p><strong>Dal granchio e dai vegetali la rivoluzione anti-aging</strong><br />
Proviene  dalla parte esterna del granchio uno dei due polipeptidi che si presentano oggi come le nuove frontiere anti-aging: è la “chitina”, una molecola simile all’acido ialuronico, capace di favorire la riparazione delle ferite, accelerare la coagulazione del sangue e, soprattutto, riparare la barriera cutanea idratandola. Questa molecola può essere utilizzata in cosmetologia per maschere di bellezza innovative, caratterizzate da un tessuto imbevuto di liquidi capace di cedere ingredienti nutritivi alla pelle, solubilizzandosi poi completamente.<br />
La “luteina” invece si trova in natura in tutti i vegetali verdi come spinaci e cavoli, nelle carote e nella papaia. Questa sostanza, che è un antiossidante, incrementa l’interazione peidermica, neutralizza i radicali liberi, incrementa i lipidi e l’elasticità della pelle, idrata lo strato corneo, e aumenta il fattore di protezione delle creme solari.</p>
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		<title>Fillers: contro le noie del tempo, un… riempitivo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 10:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acido ialuronico]]></category>
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		<description><![CDATA[ma anche per rimpolpare le guance e tonificacare le labbra, dire addio alle imperfezioni del viso causate dal tempo è davvero a portata di mano.

I Fillers sono recenti ritrovati estetici efficaci contro le rughe, ma anche per rimpolpare le guance e tonificacare le labbra. Tra le sostanze riempitive più utilizzate, si segnalano l'acido ialuronico e il collagene. Ci sono vari tipi di riempitivi, quelli biologici, detti anche “fillers di superficie” e fillers totalmente o parzialmente sintetici. I Fillers posso anche essere superficiali operano sul derma superficiale per riempire le rughe più esterne, mentre i filler profondi agiscono nel derma profondo, manifestando la loro efficacia su depressioni, rughe e solchi della pelle più interni e profondi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fillers: contro le noie del tempo, un… riempitivo</strong><br />
Dai “segni” ai… sogni. Perché oggi, grazie ai Fillers (dall’inglese, “riempitivi”), recenti ritrovati estetici efficaci contro le rughe, <span id="more-61"></span>Tra le sostanze riempitive più utilizzate, si segnalano l&#8217;acido ialuronico e il collagene fine line che, considerando la particolare anatomia della regione perioculare dove solitamente vanno a essere collocati, si distinguono particolarmente per l’eccezionale fluidità. Tra l’altro, con il ricorso al filler fine line a base di collagene, ottenuto da colture di fibroplasti umani, non è più necessaria l’esecuzione dei test per la valutazione della reattività allergica.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-172" style="border: 1px solid black;" title="filler2" src="http://www.luxbeautyworld.it/wp-content/uploads/filler2.jpg" alt="filler2" width="220" height="249" /></strong><strong>Piacere “a pelle”, una questione… chimica</strong><br />
Sulla base della loro composizione chimica, distinguiamo due gruppi di Fillers. Il primo è quello dei riempitivi biologici, detti anche “fillers di superficie”: si tratta di una tipologia composta da molecole naturali che viene completamente riassorbita dalla cute mediante digestione enzimatica, oppure come conseguenza della disgregazione del prodotto stesso causata dalla mimica facciale. Esempi di Fillers biologici sono il collagene bovino, il collagene autologo, il già citato acido ialuronico, l’acido polilattico e l’endoplast 50.<br />
Al fianco dei Fillers biologici troviamo quelli totalmente o parzialmente sintetici. La loro caratteristica essenziale è che rimangono nella pelle in modo permanente, oppure hanno comunque un riassorbimento notevolmente lento. Fillers non biologici, soprannominati anche “filler di profondità”, sono il Bio-alcamid, l’Artecoll, il Mediplast, il Goretex, il Teflon e l’Aquamid. I fillers sintetici hanno una durata maggiore di quelli biologici arrivando anche a 2 anni.<br />
Inoltre, i riempitivi si distinguono anche in funzione della zona in cui vengono applicati. I Fillers superficiali operano sul derma superficiale per riempire le rughe più esterne, mentre i filler profondi agiscono nel derma profondo, manifestando la loro efficacia su depressioni, rughe e solchi della pelle più interni e profondi.</p>
<p><strong>Quando si dice “un’iniezione di fiducia”</strong><br />
Il collagene, disperso in una soluzione salina fisiologica sterile con lidocaina allo 0,3%, viene iniettato con aghi finissimi nel derma superficiale, praticando una leggera ipercorrezione.<br />
I gel fine line a base di acido ialuronico sono invece iniettati con aghi 32 G–13 mm, e anch&#8217;essi non richiedono, come tutti gli acidi ialuronici (identici in tutte le specie animali), alcun test preliminare prima di essere inoculati.<br />
L&#8217;intervento è indolore e consente un immediato ritorno alle attività quotidiane. Fondamentale è che l&#8217;operatore sia un esperto che possa garantire la massima professionalità, già a partire dalla scelta del giusto filler a seconda innanzitutto del caso e delle esigenze specifiche,  e poi per ottenere un risultato estetico naturale e gradevole.<br />
L&#8217;effetto, temporaneo ma di lunga durata, dipende da molteplici fattori correlati, in prima battuta dal materiale infiltrato, dalla sede di infiltrazione, dalla mimica facciale e dallo stile di vita del soggetto. È possibile ripetere il trattamento più volte in un anno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Filler con acido ialuronico per aumentare il seno, più taglie senza tagli</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 10:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acido ialuronico]]></category>
		<category><![CDATA[Chirurgia del seno]]></category>
		<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[L'occhio vuole la sua parte]]></category>
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		<category><![CDATA[filler]]></category>
		<category><![CDATA[Seno]]></category>

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		<description><![CDATA[Il principio è quello dei classici filler utilizzati per combattere rughe e inestetismi del viso. Solo che in questo caso il filler viene iniettato direttamente sotto le ghiandole mammarie. Il risultato è un aumento immediato di una taglia di seno senza dolori durante il trattamento e, soprattutto, senza effetti collaterali. Si tratta di una soluzione a base di acido ialuronico attraverso un grosso ago e con una lieve anestesia locale.
Il liquido iniettato come filler, invece, non consente di scolpire la forma del seno a piacimento. L’acido ialuronico quindi non può considerarsi una vera alternativa alla tradizionale mastoplastica additiva, pur rappresentando una rivoluzione per chi vuole un aumento del seno soft e senza pensieri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-thumbnail wp-image-171" style="border: 1px solid black;" title="seno" src="http://www.luxbeautyworld.it/wp-content/uploads/seno-150x150.jpg" alt="seno" width="90" height="90" />Filler con acido ialuronico per aumentare il seno, più taglie senza tagli</strong><br />
Vorrei ma non posso… anzi, non voglio. Tradotto: mi piacerebbe avere un seno più grande ma di mettermi sotto i ferri non se ne parla. Dunque, sogno irrealizzabile? No, anzi. Grazie al rivoluzionario filler a base di acido ialuronico il sogno si fa ancora più bello:<span id="more-60"></span> via il bisturi, via l’anestesia, via la paura. Oggi il seno può essere aumentato seguendo lo slogan “più taglie, niente tagli”. Come? Il principio è quello dei classici filler utilizzati per combattere rughe e inestetismi del viso. Solo che in questo caso il filler viene iniettato direttamente sotto le ghiandole mammarie. Il risultato è un aumento immediato di una taglia di seno senza dolori durante il trattamento e, soprattutto, senza effetti collaterali.</p>
<p><strong>Un anno di bellezza senza cicatrici</strong><br />
Tecnicamente, si tratta di una soluzione a base di acido ialuronico attraverso un grosso ago e con una lieve anestesia locale. Il liquido viene distribuito al di sotto delle ghiandole mammarie e sopra il muscolo. La maggior parte dell’acido ialuronico, pari al 60% circa, va a riempire la parte superiore del seno, cioè l’area più visibile del decolletè, il resto le zone dei lati e della base. Non appena la fiala viene completamente iniettata, il paziente è libero di alzarsi e tornare alle sue attività di ogni giorno. Il trattamento è completamente innocuo e, come detto, non produce alcun effetto collaterale.</p>
<p><strong>Un seno nuovo senza compressi, o quasi<br />
</strong>Trattandosi di un sogno che si realizza, qualche compromesso ci deve pur essere: innanzitutto il trattamento ha una durata limitata nel tempo, perché l’effetto di aumento del seno si esaurisce nel giro di un anno. Questo è dovuto al fatto che l’acido ialuronico è una sostanza che viene riassorbita lentamente dall’organismo e quindi, una volta esaurito l’effetto, il paziente dovrà rivolgersi nuovamente all’iniezione magica. Altro compromesso: l’aumento del seno non è indefinito, nel senso che è possibile aumentarlo non più di una taglia, una taglia e mezza. Non ha caso il trattamento è nato in Giappone, dove le dimensioni medie del seno sono modeste, proprio per aumentare la taglia del petto da una prima a una seconda abbondante. Infine, non utilizzando protesi al silicone, non è possibile modellare il seno nuovo. Le protesi al silicone di ultima generazione, infatti, possono essere di varie misure e forme, e soprattutto possono seguire l’anatomia desiderata dal paziente. Il liquido iniettato come filler, invece, non consente di scolpire la forma del seno a piacimento. L’acido ialuronico quindi non può considerarsi una vera alternativa alla tradizionale mastoplastica additiva, pur rappresentando una rivoluzione per chi vuole un aumento del seno soft e senza pensieri.</p>
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		<title>Diagnosi precoce del melanoma: la terapia vincente della prevenzione</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 10:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il melanoma è un tumore maligno della pelle che deriva dalle cellule deputate alla produzione del pigmento. Attualmente la prevenzione e la diagnosi precoce del melanoma è da considerare l’unico vero approccio terapeutico. E' dunque evidente l’importanza di un’efficace azione preventiva che riguarda l’osservazione e il controllo dei nei, ma anche un’educazione sui fattori di rischio e quindi sui comportamenti da evitare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-170" style="border: 1px solid black;" title="melanoma" src="http://www.luxbeautyworld.it/wp-content/uploads/melanoma-150x150.jpg" alt="melanoma" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Diagnosi precoce del melanoma, la terapia vincente parte dalla prevenzione<br />
</strong>Ce lo hanno riproposto in tutte le salse, sotto tanti punti di vista, ma la valenza del concetto rimane inalterata: prevenire è meglio che curare. Una valenza che diventa assoluta quando si parla di salute fisica e assume un ruolo decisivo nel caso della lotta al “melanoma”.<span id="more-49"></span> Il melanoma è un tumore maligno della pelle che deriva dalle cellule deputate alla produzione del pigmento. Può insorgere su un neo presente da tempo oppure su una zona di pelle normale e, per la sua elevata tendenza invasiva, è responsabile della maggior parte dei decessi dovuti a tumori cutanei. Attualmente la prevenzione e la diagnosi precoce del melanoma è da considerare l’unico vero approccio terapeutico. I numeri parlano chiaro: se il melanoma è diagnosticato quando le cellule maligne sono localizzate solo a livello dell’epidermide, può essere asportato e definitivamente guarito in quasi il 100% dei casi. Quando invece le cellule maligne si sono estese ai linfonodi regionali, le possibilità di guarigione si riducono al 50%. Proprio per questo motivo sono sempre più numerose le iniziative di prevenzione attuate a livello mondiale per ridurre l’incidenza e la mortalità del melanoma, sia a livello di riduzione del rischio sia di diagnosi precoce, affidandosi anche alla cosiddetta “dermatoscopia”.</p>
<p><strong>Tutti i nei da non perdere di vista<br />
</strong>Il melanoma rappresenta ai nostri giorni una minaccia reale. In base alle statistiche, l’incidenza del melanoma negli individui di pelle bianca in Italia è pari a un caso ogni 10mila abitanti, cifra che negli Stati Uniti sale del 30%. Di fronte a questi numeri è evidente l’importanza di un’efficace azione preventiva che non riguarda solo l’osservazione e il controllo dei nei, ma anche un’educazione sui fattori di rischio e quindi sui comportamenti da evitare. Partiamo dall’osservazione dei propri nei, che può essere eseguita utilizzando la cosiddetta “regola dell’ABCDE”: la “A” sta per “asimmetria”, perché il melanoma si presenta spesso come asimmetrico, essendo formato cioè da due metà non sovrapponibili; la “B” sta per “bordi” che nel melanoma appaiono irregolari e frastagliati; “C” come “colore”, che è variegato con sfumature tendenti al marrone-nero o al rosso-blu; “D” come dimensioni, che superano i 6 millimetri; e infine “E” come “evoluzione”, a indicare il cambiamento delle caratteristiche del melanoma nel tempo.</p>
<p><strong>Conoscere per prevenire</strong><br />
Non solo osservare, quindi, ma anche conoscere. Sì, perché conoscere i fattori di rischio corrisponde a sapere come evitare comportamenti che possono favorire l’insorgenza del melanoma. Questi fattori si dividono in fattori legati a stili di vita e fattori genetici. Questi ultimi fanno riferimento ai cosiddetti “fototipi”, legati a come la pelle risponde all’esposizione ai raggi del sole. È provato che il melanoma colpisca più frequentemente individui di origine caucasica, di pelle chiara e capelli chiari o rossi, con tendenza al’eritema solare e con un numero elevato di nei. Per quanto riguarda invece le abitudini di vita, è sicuramente da evitare l’eccessiva esposizione al sole, e anche l’utilizzo di lampade abbronzanti può rappresentare a volte un fattore di rischio. Da evitare soprattutto sono le gravi scottature da raggi solari prima dei 15 anni di età, tenendo presente che la pericolosità dei raggi solari è aumentata ulteriormente negli ultimi anni a causa dell’aumento di radiazioni ultraviolette B (UVB) che raggiungono la superficie terrestre a causa del buco dell’ozono.</p>
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		<title>Carbossietrapia anti cellulite, via i grassi con l’anidride carbonica</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 09:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La carbossietrapia consiste in un'iniezione sottocutanea di anidride carbonica allo stato gassoso, che stimola la vasodilatazione e una conseguente riduzione dell'effetto bucce d’arancia. La CO2 sottopelle ha un "effetto lipolitico”, conosciuto anche come “effetto brucia grassi“, anti cellulite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-thumbnail wp-image-164" style="border: 1px solid black;" title="carbossiterapia" src="http://www.luxbeautyworld.it/wp-content/uploads/carbossiterapia-150x150.jpg" alt="carbossiterapia" width="150" height="150" />Carbossietrapia anti cellulite, via i grassi con l’anidride carbonica</strong><br />
Per combattere la cellulite si è disposti davvero a tutto, persino a farsi iniettare anidride carbonica nella pelle. Detta così, può sembrare un’iperbole, ma si tratta al contrario di una delle novità nel campo della lotta alle classiche bucce d’arancia e agli accumuli di grasso sulla nostra pelle. <span id="more-38"></span>Nata negli anni ’30 nella stazione termale di Royat a Clermont Ferrand, in Francia, la “carbossiterapia” si è affermata sempre più nel corso degli anni, diventando negli ultimi tempi un metodo d’eccellenza per curare la cellulite, ma anche per combattere l’invecchiamento della pelle. In parole semplici, il trattamento consiste nell’iniezione sottocutanea, attraverso sottilissimi aghi, di anidride carbonica allo stato gassoso, che provoca una dilatazione dei capillari e una conseguente riduzione dello spessore cutaneo e degli avvallamenti superficiali nelle aree colpite da cellulite.</p>
<p><strong>CO2 sottopelle, e la cellulite si sgonfia</strong><br />
Poiché l’anidride carbonica è un gas di biossido di carbonio, può essere a tutti gli effetti definita un farmaco naturale, che quindi non presenta alcuna tossicità e nessun effetto collaterale. Tecnicamente, la CO2 viene iniettata attraverso aghi sottilissimi nelle sedi della cellulite alla radice degli arti interessati, in quantità che variano in base ai casi specifici dai 200 ai 400 cc. L’anidride carbonica stimola la vasodilatazione, con conseguente aumento della velocità del flusso sanguigno, che a sua volta produce il cosiddetto “effetto lipolitico”, conosciuto anche come “effetto bruciagrassi“. In pratica, il drenaggio veno-linfatico rompe le cellule adipose rimaneggiando il grasso in eccesso, permettendo così al sangue di scorrere più velocemente, ai tessuti di ricevere più ossigeno, di smaltire le tossine e ridurre il gonfiore. Il risultato finale è un miglioramento evidente della pelle in termini di compattezza ed elasticità, e una riduzione dello spessore cutaneo e degli avvallamenti superficiali.</p>
<p><strong>Contro i grassi, ma non solo</strong><br />
L’efficacia della carbossiterapia risiede nel fatto che la cellulite altro non è che il risultato di fenomeni degenerativi indotti nel tessuto sottocutaneo dalle alterazioni del microcircolo dei capillari. Come detto, la carbossiterapia porta proprio al miglioramento del flusso sanguigno, con effetti positivi contro questa patologia. Ma non solo. Recenti studi infatti hanno dimostrato che la carbossiterapia è efficace anche come terapia anti aging, in particolare contro i segni d’invecchiamento cutaneo come il viso, il collo, il decolletè, braccia, ecc. L’effetto è infatti quello di un lifting dolce, che ridona alla pelle un aspetto più tonico e compatto. A prescindere dagli obiettivi che si vogliono raggiungere, comunque, è fondamentale che la terapia sia effettuata sotto il controllo di un medico specialista che utilizzi apparecchiature certificate dal Ministero della Salute.</p>
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		<title>Il laser prodigioso che fa sparire le cicatrici</title>
		<link>http://www.luxbeautyworld.it/articolo/il-laser-prodigioso-che-fa-sparire-le-cicatrici/41/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 09:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per attenuare le cicatrici ci sono i laser ablativi, che vaporizzano la parte superficiale della pelle e si dividono in laser CO2 e laser a Erbium; i laser non ablativi frazionati, che invece utilizzano l’energia della luce per stimolare il collagene senza creare danni alla superficie cutanea e richiedono una serie di trattamenti successivi. Nel caso di cicatrici ipertrofiche e cheloidi il trattamento deve sempre seguire il loro appiattimento attraverso iniezioni di steroidi. Il laser ablativo è consigliato per le cicatrici più infossate, mentre per quelle meno visibili è meglio optare per il laser frazionato. Infine, per il trattamento delle cicatrici iperpigmentate la soluzione migliore è l’utilizzo del laser pulsato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-thumbnail wp-image-163" style="border: 1px solid black;" title="cicatrici" src="http://www.luxbeautyworld.it/wp-content/uploads/cicatrici-150x150.jpg" alt="cicatrici" width="150" height="150" />Il laser prodigioso che fa sparire le cicatrici<br />
</strong>Diversamente dai tempi antichi quando erano viste come segni di gloria e coraggio dimostrati in battaglia, oggi le cicatrici sono spesso vissute come cause di malessere, soprattutto se posizionate in zone visibili del nostro corpo come per esempio il viso. In questi casi è quindi fondamentale, per mantenere la serenità e una qualità di vita ottimale, riuscire a risolvere il problema in modo efficace. <span id="more-41"></span>Spesso i segni lasciati sulla pelle da traumi, eventi chirurgici, acne o malattie come la varicella non sono camuffabili con il trucco. L’unica strada percorribile quindi è quella della microchirurgia che oggi è in grado di garantire risultati eccellenti grazie all’utilizzo del laser. Esistono due tipologie di laser: i laser ablativi, che vaporizzano la parte superficiale della pelle, e i laser non ablativi frazionati, che invece utilizzano l’energia della luce per stimolare il collagene senza creare danni alla superficie cutanea.</p>
<p><strong>Ferite alla bellezza<br />
</strong>Tecnicamente, le cicatrici sono un tessuto che si forma in modo naturale per riparare una lesione, traumatica o patologica, che interrompa la continuità della cute. Di solito la cicatrice si presenta liscia e di colorito più chiaro rispetto alla cute circostante, priva di peli e solchi cutanei. A seconda della causa che l’ha provocata la sua forma varia tra piana, rilevata o infossata. Benché non consigliato per ogni tipologia di cicatrice, il laser è attualmente l’intervento più adatto, soprattutto dopo l’affermazione dei laser non ablativi frazionati. Ma partiamo da quelli ablativi, che si dividono in laser CO2 e laser a Erbium. Quest’ultimo emette una luce infrarossa a una lunghezza d’onda inferiore a quella del primo, in grado di vaporizzare istantaneamente il tessuto senza toccare l’area circostante, evitando così di bruciare la pelle. Mentre per il laser CO2 la profondità di penetrazione è di circa 20 micron, quella del laser a Erbium è pari a 5 micron, con una conseguente riduzione del dolore durante l’operazione.<br />
I danni alla pelle sono completamente assenti invece durante il trattamento con laser non ablativo frazionato, che garantisce un processo di guarigione degli strati esterni molto rapido e limita al minimo i rischi associati. L’unico svantaggio di questa tecnica, al contrario dei laser ablativi, è il modesto miglioramento visibile subito dopo il primo trattamento, perché è una terapia che richiede una serie di trattamenti successivi per ottenere i massimi benefici.</p>
<p><strong>Non solo laser…</strong><br />
L’efficacia del laser varia notevolmente a seconda della tipologia di cicatrici da trattare. L’obiettivo di ogni specialista è individuare la soluzione migliore, optando quando è il caso per un mix di trattamenti. In particolare, nel caso di cicatrici ipertrofiche e cheloidi, a causa della limitata penetrazione del laser all’interno di quelle più spesse, il trattamento deve sempre seguire il loro appiattimento attraverso iniezioni di steroidi. Le cicatrici traumatiche spesse richiedono invece un trattamento con laser ablativo in anestesia generale, per evitare gonfiore della pelle che può rendere le cicatrici meno visibili. Il laser a Erbium è particolarmente adatto per le pelli giovani e toniche. Nel caso invece di cicatrici causate da acne, è fondamentale innanzitutto attendere che l’evoluzione dell’acne stessa si sia stabilizzata. Dopodichè, il laser ablativo è consigliato per le cicatrici più infossate, mentre per quelle meno visibili è meglio optare per il laser frazionato. Infine, per il trattamento delle cicatrici iperpigmentate la soluzione migliore è l’utilizzo del laser pulsato.</p>
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		<title>Dermatoscopia, la tecnologia al servizio della prevenzione del melanoma</title>
		<link>http://www.luxbeautyworld.it/articolo/dermatoscopia-la-tecnologia-al-servizio-della-prevenzione-del-melanoma/46/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 08:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il “dermatoscopio” è lo strumento ottico che permette di individuare i melanomi in una fase quanto più precoce possibile, con conseguenze in molti casi salvifiche per i pazienti. La prevenzione è fondamentale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-thumbnail wp-image-161" style="border: 1px solid black;" title="dermatoscopio" src="http://www.luxbeautyworld.it/wp-content/uploads/dermatoscopio-150x150.jpg" alt="dermatoscopio" width="150" height="150" />Dermatoscopia, la tecnologia al servizio della prevenzione del melanoma</strong><br />
Individuare la presenza di un melanoma nella sua fase precoce è di basilare importanza per affrontare al meglio questa malattia. Come spesso accade, benché le abilità umane rimangono insostituibili, è possibile trovare strumenti tecnologici in grado di coadiuvare il dermatologo e di facilitare il suo lavoro. <span id="more-46"></span>È il caso del cosiddetto “dermatoscopio”, strumento ottico che permette appunto di individuare i melanomi in una fase quanto più precoce possibile, con conseguenze in molti casi salvifiche per i pazienti. Nata negli anni ’90, la “dermatoscopia” si è sviluppata molto negli ultimi anni, aprendo recentemente le porte alla digitalizzazione.</p>
<p><strong>Dall’analisi ottica a quella computerizzata</strong><br />
La dermatoscopia tradizionale, conosciuta anche come “epiluminescenza”, è una tecnica non invasiva che si basa, come detto, sull’utilizzo di uno strumento ottico chiamato dermatoscopio. Si tratta di un piccolo strumento manuale che contiene una lente in grado di fornire ingrandimenti prevalentemente compresi tra 10x e 20x. L’area da osservare è illuminata con un’angolazione di 20° da una lampada alogena incorporata nello strumento, mentre la lesione pigmentata viene precedentemente umettata con olio di paraffina, olio d’oliva, o altre sostanze oleose. In questo modo la cute diventa traslucida permettendo al dermatologo di osservare fino alla giunzione dermo-epidermica numerose caratteristiche peculiari non percepibili a occhio nudo. È ormai certificato che questa tecnica consenta di diagnosticare il 20% di melanomi in più rispetto al solo esame clinico e di evitare molte asportazioni chirurgiche non necessarie di nevi benigni. Grazie agli ottimi risultati che garantisce, la dermatoscopia in pochi anni è passata da semplice metodica sperimentale utilizzata in pochi centri di alta specializzazione, a fondamentale esame strumentale utilizzato quotidianamente da molti dermatologi.<br />
Nell’ultimo periodo, inoltre, si sta diffondendo sempre di più l’ulteriore passo della dermatoscopia che prevede la digitalizzazione delle immagini e la loro archiviazione in un computer, allo scopo di effettuare un controllo nel tempo delle lesioni pigmentarie ritenute sospette attraverso un semplice confronto delle immagini stesse.</p>
<p><strong>Una mappa del tesoro che porta alla serenità<br />
</strong>Benché l’analisi di un dermatologo specializzato è l’unica strada per controllare al meglio i propri nei, è considerata una buona pratica l’automappatura dei nevi che può aiutare lo specialista a tracciare la loro evoluzione nel tempo. L’autoesame consiste in semplice gesti che aiutano a conoscere forma, numero, posizione, grandezza e colore dei propri nei, nonché i loro cambiamenti successivi. Può essere effettuata con una semplice ispezione visiva soprattutto dei cosiddetti “nevi a rischio”, ovvero quei nei che presentano aspetti atipici all’esame clinico o dermatoscopico. In particolare, possono essere considerati a rischio i nei congeniti di grandi dimensioni, e cioè oltre i 2 centimetri, quelli insorti da poco tempo e in tempi rapidi, quelli molto scuri, i nei che si sono modificati nel tempo o con spessore più grande di 6 millimetri, e quelli localizzati in zone del corpo soggette a frizioni, sfregamento o traumi ripetuti.</p>
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		<title>Dieta per la mamma che allatta, niente restrizioni ma con moderazione</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 08:51:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le mamme che allattano non devono negarsi nulla, a patto però di attenersi a semplici principi di moderazione ed equilibrio. Il concetto chiave è l’importanza di nutrirsi con alimenti facilmente digeribili, di alto valore nutritivo e che non lascino passare nel latte sapori sgradevoli. E' importante bere a sufficienza acqua con una concentrazione di nitrati non superiore a 10 mg/l, succhi di frutta e di verdura, brodi, tisane e latte.
Fra i cibi consigliati troviamo i cereali come pasta, riso, orzo, mais e pane, verdure fresche cotte o crude, frutta fresca, carni prevalentemente bianche, pesce, uova e latticini. Accettati, ma con moderazione, i legumi. Quelli possibilmente da evitare, invece, sono in particolare la cioccolata, insaccati, cacciagione, crostacei, peperoni, vegetali come cavoli e broccoli, asparagi, carciofi, aglio e cipolla crudi, e in generale tutte le verdure e le spezie di sapore amaro e intenso. Si consiglia una cottura poco elaborata, mentre vanno scartati fritti e soffritti. E' importante evitare superalcolici e il fumo, mentre va limitata il più possibile l’assunzione di caffè, vino e birra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-thumbnail wp-image-160" style="border: 1px solid black;" title="allattamento" src="http://www.luxbeautyworld.it/wp-content/uploads/allattamento-150x150.jpg" alt="allattamento" width="150" height="150" />Dieta per la mamma che allatta, niente restrizioni ma con moderazione<br />
</strong>Si dice che il vero amore è il passaggio dal “pensare a se stessi” al “pensare a noi”. E nessun amore è più grande di quello di una madre per il proprio piccolo. Anche perché una mamma ha una responsabilità innata verso il suo bambino: l’allattamento. <span id="more-50"></span>Per questo motivo, deve prendere in seria considerazione la propria alimentazione perché, non solo la neo mamma ha un fabbisogno nutrizionale più importante del solito, ma anche perchè il cibo assunto influenza in parte la composizione del latte. Ma niente paura. La vera notizia è che le mamme che allattano non devono negarsi nulla, a patto però di attenersi a semplici principi di moderazione ed equilibrio. La dieta non deve essere quindi ferrea, ma deve seguire delle regole che prevedono assunzioni più massicce di alcune tipologie di cibo e riduzioni sostanziali di altre. Il concetto chiave è l’importanza di nutrirsi con alimenti facilmente digeribili, di alto valore nutritivo e che non lascino passare nel latte sapori sgradevoli o sostanze dannose. Inoltre, le madri che allattano presentano il bisogno di reintegrare le perdite di liquidi. Perciò è importante bere a sufficienza acqua con una concentrazione di nitrati non superiore a 10 mg/l, succhi di frutta e di verdura, brodi, tisane e latte, anche se non è vero che quest’ultimo serve a produrre più latte materno.</p>
<p><strong>Cibi in, cibi (e comportamenti) out</strong><br />
Partendo dal presupposto che la dieta giornaliera di una donna adulta di media corporatura deve fornire circa 2200 calorie, durante il periodo di allattamento la mamma ha bisogno di circa 200 calorie in più. Come detto, la dieta deve essere ben bilanciata ed equilibrata in tutte le famiglie di nutrienti, ovvero lipidi, proteine e glucidi. E’ possibile comunque indicare cibi particolarmente consigliati e cibi, e comportamenti, che bisognerebbe evitare. Vediamoli insieme.<br />
Fra i cibi consigliati troviamo i cereali come pasta, riso, orzo, mais e pane, verdure fresche cotte o crude, frutta fresca, carni prevalentemente bianche, pesce, uova e latticini. Accettati, ma con moderazione, i legumi. Quelli possibilmente da evitare, invece, sono in particolare la cioccolata, insaccati, cacciagione, crostacei, peperoni, vegetali come cavoli e broccoli, asparagi, carciofi, aglio e cipolla crudi, e in generale tutte le verdure e le spezie di sapore amaro e intenso. In generale, si consiglia una cottura poco elaborata, mentre vanno scartati fritti e soffritti.<br />
Per quanto riguarda invece i comportamenti da bollino rosso, è importante evitare superalcolici e il fumo, mentre va limitata il più possibile l’assunzione di caffè, vino e birra.</p>
<p><strong>Una dieta possibile<br />
</strong>Di fronte a questo quadro, è evidente che la dieta richiesta a una neo mamma non è impossibile da seguire, anzi. Di seguito proponiamo una dieta possibile, fra le tante che possono essere seguite per garantire un allattamento sano:</p>
<p>COLAZIONE<br />
Latte intero, un cucchiaio di zucchero, biscotti secchi (o pane, grissini, cracker, focaccia, fiocchi di cereali, fette biscottate integrali)</p>
<p>META’ MATTINA<br />
Piccolo spuntino a base di frutta fresca</p>
<p>PRANZO<br />
Pasta o riso conditi con del semplice pomodoro e olio extravergine di oliva, carni magre come vitello, petto di pollo, petto di tacchino, coniglio, pesce magro, verdura fresca</p>
<p>MERENDA<br />
Pane e prosciutto crudo magro</p>
<p>CENA<br />
Pasta o riso con passato di verdura o in brodo di carne, formaggi come stracchino o mozzarella, verdura fresca, pane, frutta.</p>
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